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Palazzo San Giorgio, le Commissioni consiliari costano quasi 30mila euro al mese. A gennaio dieci consiglieri ‘super impegnati e laboriosi’ hanno intascato 1.183 euro

consiglio comunaleGIUSEPPE FORMATO

Taglio della spesa pubblica: un ritornello che, ormai, da qualche anno siamo abituati a sentire. A Campobasso, però, balza agli occhi la determina dirigenziale numero 274 del 9 febbraio 2015, avente ad oggetto: “Gettoni di presenza per le riunioni del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari – Mese di gennaio 2015 – Impegno di spesa e liquidazione”.

29.438,87 euro è la cifra uscita dalle casse comunali e terminata nelle tasche dei consiglieri di Palazzo San Giorgio, relativamente al solo primo mese del nuovo anno. In diversa misura, a seconda delle rispettive presenze nelle dodici commissioni consiliari. Per essere precisi: 27.132,58 euro quale corresponsione dei gettoni di presenza; 2.306,29 euro la cifra destinata agli oneri Irap.

Il gettone corrisposto è di 50,32 euro per ogni partecipazione, ma c’è un limite che l’ente può liquidare per ogni consigliere, fissato in 1.183,53 euro.

Su trentuno consiglieri comunali, in due hanno rinunciato a qualsiasi tipo di indennità: si tratta di Michele Scasserra, imprenditore e alla guida della Coalizione Civica, e Alberto Tramontano, il quale ha optato per il rimborso mensile in qualità di assessore alla Provincia di Campobasso.

Partecipazione record alle Commissioni consiliari da parte di dieci ‘laboriosi’ consiglieri comunali, i quali hanno superato la soglia rimborsabile, avendo dovuto ‘rinunciare’ a qualche centinaio di euro, a causa del tetto fissato dall’art. 82, comma 2, D. Lgs. 267/2000, così come modificato dall’art. 2, comma 5, L. 244/2007.

I consiglieri più presenti alle Commissioni, ai quali per il mese di gennaio 2015 è stata liquidata la somma massima di 1.183,53 euro, senza distinzione di colori politici, sono: Michele Ambrosio, Antonio Columbro, Simone Cretella, Maurizio Biagio D’Anchise, Francesco De Bernardo, Giovanni Di Giorgio, Michele Durante, Elio Madonna, Gianluca Maroncelli e Francesco Pilone. Costoro hanno preso parte a un numero di commissioni che varia tra 24 e 33. Occorre considerare che a gennaio tra festivi, sabati e domeniche si sono registrati ben undici giorni di riposo. Il che vuol dire che i dieci consiglieri comunali, nei 20 giorni lavorativi, sono stati super impegnati.

Vicini alla cifra record di 1.183,53 euro di soli gettoni di presenza nelle Commissioni consiliari, anche altri otto membri di Palazzo San Giorgio: Lello Bucci (21 presenze e 1.056,72 euro), Marialaura Cancellario (22 presenze e 1.107,04 euro), Antonio Molinari (20 presenze e 1.006,40 euro), Pietro Montanaro (21 presenze e 1.056,72 euro), Alessandro Pascale (21 presenze e 1.056,72 euro), Luca Praitano (23 presenze e 1.157,36 euro), Francesco Sanginario (22 presenze e 1.107,04 euro), Giuseppe Trivisonno (21 presenze e 1.056,72 euro).

Al di sotto della soglia dei mille euro, invece, i restanti undici consiglieri comunali: Pasquale Colarusso (704,48 euro), Michele Coralbo (553,52 euro), Giuseppe D’Elia (654,16 euro), Luigi Di Bartolomeo (754,80 euro), Paola Felice (704,48 euro), Roberto Gravina (452,88 euro), Carlo Landolfi (553,52 euro), Ferdinando Massarella (603,84 euro), Enrico Perretta (201,28 euro), Stefano Ramundo (855,44 euro) e Giovanna Viola (654,16 euro), tutti compresi tra le 4 e le 15 presenze nelle rispettive Commissioni consiliari.

Una notizia, questa, che getta nello sconforto la cittadinanza, quella che fa fatica ad arrivare a fine mese. Noi di CBlive ci chiediamo: è necessario convocare le Commissioni consiliari tutti i giorni?

La mappa dell’assise comunale di Campobasso è varia e tra i consiglieri ci sono imprenditori, dipendenti pubblici e privati ai quali è garantito anche il giorno di permesso con tanto di indennità corrisposta, appartenenti alle forze militari, commercianti, professionisti che lavorano in proprio, disoccupati e cassintegrati. Non è che la convocazione quasi quotidiana delle Commissioni non sia un modo per assicurarsi un altro lauto stipendio?

A questo punto è lecito chiedersi: non sarebbe meglio, in un’ottica di efficienza ed economicità, convocarle ad oltranza? E, poi, chi controlla che i consiglieri che firmano la presenza lavorino in Commissione per tutta la sua durata?

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