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Province, a Palazzo Magno il punto sul futuro degli 88 dipendenti da ricollocare. Il bilancio dei posti disponibili in Regione e Comuni

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Un momento dell’incontro in Provincia a Campobasso

A Palazzo Magno questa mattina, venerdì 6 febbraio, l’incontro per fare il punto la ridefinizione delle funzioni delle province e la ricollocazione del personale dipendente in sovrannumero. Nell’aula consiliare oltre ai numeri uno di via Roma e via Berta, Rosario De Matteis e Luigi Brasiello, i parlamentari molisani, Roberto Ruta e Laura Venittelli, il governatore Frattura, l’assessore Massimiliano Scarabeo, i sindaci di Campobasso e Termoli, Antonio Battista e Angelo Sbrocca, unitamente al viceprefetto con delega agli enti locali, Maria Grazia Testa.

I tempi per la riforma degli enti locali stringe e la prossima importante scadenza è quella del 31 marzo, quando le regioni dovranno indicare il personale che rimarrà assegnato alle province, alle città metropolitane e quello destinato alla mobilità. “Una riorganizzazione imminente ma necessaria”, sia per De Matteis che per Brasiello alle prese con conti pari a zero e l’esigenza di sopperire ai servizi.

Al momento sono 88 i dipendenti della Provincia di Campobasso e quella di Isernia a essere interessati dalla ricollocazione. A verificare la disponibilità degli enti nei quali il personale potrebbe essere ricompreso è stato l’Osservatorio regionale.

Durante l’incontro il viceprefetto Testa ha, infatti, tirato le somme di una situazione che poi non sembra essere così tragica. Mentre alla Regione Molise lo spazio assunzionale, attualmente, può essere garantito per 16 posizioni, di cui due dirigenziali e in molti piccoli comuni tutto è bloccato, altri sette hanno, invece, già confermato la loro disponibilità indicando una ventina di spazi aperti. Tra questi il Comune di Campobasso, dove le posizioni disponibili sono 11, unitamente a quelli di Vinchiaturo, Busso, Riccia, Duronia, Casacalenda e Portocannone. A loro si andranno poi certamente ad aggiungere i comuni di Termoli e Isernia, nei quali un conteggio definitivo non è stato ancora approntato.

Durante l’affollato incontro avvenuto a Palazzo Magno, a cui hanno preso parte numerosi lavoratori interessati dalla ricollocazione, Frattura ha voluto fugare le preoccupazioni che qualcuno possa rimanere a casa o sia destinato alla mobilità.

Ora, così come sottolineato dal senatore Ruta, “il primo aspetto da chiarire è quello relativo alle funzioni essenziali e non delegate che manterranno le province”. “In base a ciò, aspetto sul quale siamo a lavoro da tempo, ponendoci avanti rispetto a tante altre regioni – ha poi tranquillizzato ancora Frattura – sono sicuro che riusciremo a ricollocare tutto il personale dei due enti provinciali”.

fab.abb

 

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