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Vertenza ex lavoratori della Protezione Civile, il Consiglio di Stato rinvia la decisione al Tar. L’avvocato Giacomo Papa: “L’operato dell’Agenzia è illegittimo, confidiamo nei giudici amministrativi”

L'avvocato Giacomo Papa

L’avvocato Giacomo Papa

GIULIANA IANNETTA

Importante vittoria nelle aule di giustizia romane per gli ex dipendenti dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, difesi dall’avvocato Giacomo Papa dello Studio Legale Associato ‘Giallonardi – Papa & Partners’.

Il Consiglio di Stato, infatti, con sentenza numero 168 del 20 gennaio 2015, ha riformato la decisione del Tar Molise, che rinviava la soluzione della questione al Giudice del Lavoro, e ordinato che l’annosa vicenda ritorni dinanzi al Tribunale Amministrativo.

La diatriba giudiziaria, nello specifico, è iniziata diversi mesi fa quando alcuni lavoratori dell’Agenzia Regionale, scaduto il proprio contratto di lavoro a tempo determinato, sono rimasti senza impiego ed alcuna garanzia per il futuro.

Altri loro colleghi, viceversa, dopo pochi giorni, sono tornati regolarmente al proprio lavoro in virtù di alcuni provvedimenti con cui il Direttore dell’Agenzia ha concluso con gli stessi un nuovo contratto.

I lavoratori non ricontrattualizzati, dunque, hanno fatto valere le proprie ragioni e presentato ricorso al Tar, evidenziando l’assoluta illegittimità dell’operato dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile. I ricorrenti ritengono, nello specifico, che i “neo” assunti siano stati ricollocati al proprio posto in assenza del pur necessario confronto dell’Ente con gli uffici della Regione e con le Organizzazioni Sindacali, nonché in base ad una precedente graduatoria seguita ad un concorso del 2012 e che ha già esaurito i suoi effetti proprio a seguito delle pregresse assunzioni.

L’operato dell’Azienda Regionale di Protezione Civile – sottolinea l’avvocato Giacomo Papaappare assolutamente illegittimo e contrario ai principi basilari di uguaglianza tra i cittadini, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dalla nostra Carta Costituzionale. L’Agenzia, infatti, avrebbe dovuto procedere alla selezione dei nuovi lavoratori mediante apposito concorso pubblico, consentendone la  partecipazione a tutti coloro che, compresi i ricorrenti, avessero i requisiti per l’accesso all’impiego indicati in un bando appositamente predisposto. La vicenda – prosegue l’avvocato Papaè ancora alle battute iniziali, in quanto il Tar Molise aveva statuito che ad occuparsene dovesse essere il Giudice del Lavoro. Con la recente decisione, viceversa, il Consiglio di Stato ha accolto le nostre argomentazioni e sostenuto che l’azione dell’Ente, comportando scelte totalmente discrezionali, debba essere sottoposta al vaglio del giudice amministrativo. A questo punto, dunque, non ci resta che attendere, fiduciosi per l’importante riconoscimento da parte dei Giudici di Palazzo Spada, e far valere dinanzi al TAR le nostre ragioni anche sul merito della questione”.

 

 

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