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Il ‘Doppio sogno’ dalle mille verità: successo al Savoia per la prima nazionale dell’opera del regista Marinelli. Stupisce ed emoziona il campobassano Simone Vaio sul palco della sua città

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Un momento di Doppio sogno, in scena al Savoia di Campobasso

FABIANA ABBAZIA

Interminabili applausi per la prima nazionale di ‘Doppio sogno – Eyes wide shut’ del regista Giancarlo Marinelli, andato in scena ieri sera, venerdì 16 gennaio al Savoia di Campobasso. Tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler che ispirò il film del 1999 diretto da Stanley Kubrick, lo spettacolo ha portato sul palcoscenico della città grandi nomi del panorama nazionale: la celebre Ivana Monti, la stella del cinema famosa come Bond Girl nel film ‘Casino Royale’, Caterina Murino, Giorgio Lupano nei panni di Daniel Fridolin, Rosario Coppolino, il bravissimo attore campobassano Simone Vaio, Andrea Cavatorta, Francesco Cordella e Serena Marinelli.

Una pièce che coinvolge direttamente il pubblico tra significati e significanti che si intrecciano e si slegano fino alla fine. Così lo spettatore è come se si sentisse in dovere di trovare un significato alla storia in una ricerca quasi estenuante, quello stesso significato che pochi attimi dopo svanisce perché sostituito da una nuova interpretazione. Una rappresentazione fatta di realtà visibili ed altre da intuire tra le righe, che portano tutte all’unica vera protagonista assoluta: la verità. Non quella unica, inconfutabile e utopica, ma quella multipla, contorta, complicata con la quale l’essere umano continuamente si imbatte. E’ nelle mille verità che si perdono i protagonisti, i quali hanno un ché quasi pirandelliano, perché riescono ad essere più personaggi insieme. Nessuno di loro è un’identità definita ma tutti sono numerose possibilità dell’essere e dei vari stati d’animo, motivo per cui passano in rassegna allo stesso tempo i sentimenti, i valori e le emozioni. Non solo quelle vissute, ma anche quelle fantasticate, quelle che solo la parte più intima del sé riesce a comprendere e conoscere.

E così il male si confonde e si mescola con il bene, la morte con la voglia di vivere, l’amore con i tradimenti, i sensi di colpa e il peccato. E’ un tripudio di possibilità, un intrigo di condizioni umane dove sullo sfondo restano poi ben presenti, come dice il regista Marinelli, “i crimini anche solo della fantasia, che attentano ogni giorno alla felicità della coppia; dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro. Il teatro è amare gli attori. E odiare tutto ciò che riescono ad essere al posto nostro”.

Insomma, ‘Doppio sogno’ è un viaggio frenetico nell’essere umano e nei suoi dualismi, ovvero quello capace di odiare e amare al tempo stesso, capace di rappresentare le mille sfaccettature della vita, ognuna delle quali ci sembra così lontana e al contempo tanto vicina. E’ un sogno, o forse solo l’immagine riflessa in uno specchio capace di distorcere le mille verità per riconsegnare allo spettatore le figure rassicuranti di un uomo e una donna che “dopo aver viaggiato negli inferi della mente e della carne, si ritrovano più innamorati di prima”.

 

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