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Sparò al fratello per un terreno, Antonio La Porta davanti al Gup

tribunale_campobasso-300x225Era il 25 maggio scorso quando Antonio La Porta sparò a suo fratello Vincenzo. Una lite avvenuta nelle campagne di Campodipietra, scatenata per motivi legati alla proprietà di famiglia, per la quale da tempo i due discutevano animatamente.

Rinchiuso nel carcere di Campobasso il 55enne, accusato dalla Procura di omicidio volontario pluriaggravato si è recato nel Tribunale del capoluogo questa mattina, martedì 16 dicembre, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare Teresina Pepe, che dovrà decidere se procedere con il rito abbreviato che potrebbe ridurre la pena di un terzo. Richiesta questa avanzata dal difensore dell’imputato, Carmine Verde, che ha chiesto appunto il rito abbreviato condizionato all’ascolto di quattro testimoni, tra cui due familiari e un perito per ricostruire la traiettoria del colpo mortale. Per il legale, infatti, si tratterebbe di omicidio preterintenzionale e il giudizio dovrebbe arrivare dinanzi al gup abbreviato. A volere il processo in Corte d’Assise, invece, il legale di parte civile, Fabio Albino, per il quale l’ascolto dei testimoni si trasformerebbe in tutti gli effetti in un mini dibattimento.

Il triste epilogo dello scorso maggio avvenne per alcuni paletti che la vittima stava predisponendo per il transito degli animali. Un gesto frainteso dal minore dei due, che ha creduto invece che Vincenzo stesse delimitando il confine del terreno comune. Un vero e proprio equivoco per il quale sono volate dapprima parole grosse, poi calci e pugni fino ad arrivare a quell’unico proiettile che ha colpito Vincenzo alla spalla ma che, deviando ha raggiunto poi gli organi vitali. La pallottola è partita da una beretta 34 che Antonio deteneva illegalmente.

Lo sparo, il sangue, poi la corsa disperata dell’ambulanza, ma per Vincenzo non ci fu nulla da fare, dopo poco essere arrivato al pronto soccorso di Campobasso il suo cuore smise di battere.

Per il fratello della vittima che già in passato scontò una pena per violenza, il processo in Corte d’Assise potrebbe rappresentare maggiori garanzie, ma anche il rischio di una pena senza riduzioni o addirittura di un ergastolo.

La decisione del giudice per l’udienza preliminare sull’accoglimento o meno del rito abbreviato arriverà il prossimo 20 gennaio.

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