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L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Molise dice no al taglio di quattro milioni di euro. Il presidente Candidorio: “Il Governo ha ‘festeggiato’ consapevolmente il nostro funerale”

L'intervento del consigliere regionale Nunzia Lattanzio

L’intervento del consigliere regionale Nunzia Lattanzio

GIUSEPPE FORMATO

Un incontro dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Molise per dire no al taglio, da ben quattro milioni di euro, imposto dal Governo nella Legge di Stabilità nei confronti dell’associazione che dà supporto alle condizioni di vita non semplici di ciechi e ipovedenti.

Presenti, nella sede di Campobasso, i vertici dell’associazione: a parlare, il presidente regionale Marco Candidorio. Non ha fatto mancare il proprio supporto nemmeno la politica molisana, rappresentata dal consigliere regionale Nunzia Lattanzio, dal presidente della Provincia, Rosario De Matteis, dal sindaco del capoluogo, Antonio Battista, accompagnato dall’assessore alle Politiche sociali, Alessandra Salvatore, e dal primo cittadino di Montefalcone nel Sannio, Gigino D’Angelo.

“La Giornata Internazionale delle persone con disabilità dello scorso 3 dicembre – il duro intervento di Marco Candidorioè stata occasione per ‘festeggiare’ il funerale della nostra associazione. Se il Governo del premier Renzi non ripristinerà il taglio di 4 milioni di euro perpetrato nei confronti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, potremo dire che quello compiuto dallo Stato è stato un omicidio volontario. C’è stata questa cospicua sforbiciata per la nostra associazione, ma la politica tace. Quattro milioni di euro per il bilancio di uno Stato sono una cifra irrisoria. Noi ci sentiamo offesi da Renzi, perché la sua politica è stata quella di tagliare gli enti inutili. E col taglio di risorse all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è come se avessero affermato che siamo un organismo superfluo. Dalla sua fondazione, il 26 ottobre 1920, l’associazione ha aiutato migliaia di persone con problemi alla vista. In Molise siamo molto attivi: abbiamo anche una squadra di torball in serie B e la scorsa estate abbiamo organizzato un campus al mare, regalando ai nostri soci quindici giorni in un ambiente gioioso e sereno”.  

“Il Governo parla di lavoro – ha proseguito il presidente Marco Candidorioma questo taglio manderà a casa diversi dipendenti del nostro ente”.

A rappresentare la Regione Molise, per l’occasione, c’era il consigliere regionale Nunzia Lattanzio, che ha sottolineato: “In Molise l’assistenzialismo non è sempre risultato utile ed efficace alla causa e le leggi, in tal senso, non sono state applicate sempre in maniera valida e adeguata. L’uomo ha bisogno di integrarsi nel sistema sociale e qui, con il taglio di 4 milioni di euro che mette a repentaglio l’attività dell’associazione, ci troviamo di fronte alla violazione di alcuni fondamentali diritti. Non siamo in campagna elettorale e, forse, questo è il momento più proficuo, per chi è dall’altra parte, di giudicare chi governa, perché è importante saper selezionare l’uomo quando deve rappresentarci, approfittando di questi episodi per capire di fronte a chi ci troviamo”.

La politica molisana presente all'incontro: Nunzia Lattanzio, Rosario De Matteis, Antonio Battista, Alessandra Salvatore e (fuori quadro) Gigino D'Angelo

La politica molisana presente all’incontro: Nunzia Lattanzio, Rosario De Matteis, Antonio Battista, Alessandra Salvatore e (fuori quadro) Gigino D’Angelo

Nunzia Lattanzio ha anche preso un impegno con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Molise: martedì 9 dicembre presenterà un ordine del giorno urgente, da far votare al Consiglio regionale, affinché Palazzo Moffa si opponga alla sforbiciata imposta dal Governo nella Legge di Stabilità.

Sono intervenuti ad esprimere la propria solidarietà, per il Comune di Campobasso, il sindaco Antonio Battista e l’assessore Alessandra Salvatore. Per il primo cittadino “l’azione dell’associazione è ben conosciuta in città e in regione. Voglio sperare che il Governo possa ritornare sui propri passi, perché l’Italia sta abbandonando quello Stato sociale, che era un vanto per il nostro Paese, che si avvale delle associazioni per garantire alcuni fondamentali servizi. Noi, sicuramente, non riusciremo a garantire quello che ha tagliato il Governo, per questo motivo, pur ribadendo la mia vicinanza a Renzi, mi auguro che vengano ripristinati i fondi tagliati. In questo momento di difficoltà, occorre risparmiare altrove e non sugli enti che garantiscono i diritti. Vi lascio, dicendovi che noi ci stiamo”.

“Non si può risparmiare su ciò che incide sulla qualità della vita – le affermazioni dell’assessore Alessandra Salvatore –. L’amministrazione comunale ha avviato un censimento dei luoghi, per provvedere quanto prima ad abbattere le barriere architettoniche presenti in città”.

È intervenuto nel corso dell’incontro anche il presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis: “La mia presenza è doverosa, almeno per sottolineare la gravità dell’azione del Governo, che ha toccato un settore, che si occupa del sociale, commettendo un grosso errore. Il sottosegretario Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, avrebbe dovuto avere una maggiore sensibilità sulla materia”.

Il sindaco di Montefalcone nel Sannio, Gigino D’Angelo, per ribadire l’importanza dell’attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Molise ha raccontato una storia: “La comunità che rappresento è stata testimone dell’importanza della vostra azione – le sue dichiarazioni – perché grazie a una delle iniziative un nostro piccolo concittadino ha scoperto di avere gravi problemi alla vista e il tempestivo intervento consentirà al ragazzo di guarire. In Italia se c’è qualcosa che funziona sono proprio le associazioni, che spesso garantiscono i servizi primari. Sulla falsariga del consigliere regionale Nunzia Lattanzio, io vi lascio una doppia promessa: in qualità di sindaco mi impegnerò affinché la Giunta e il Consiglio comunale di Montefalcone adotteranno una delibera, attraverso la quale esprimere disappunto verso il taglio imposto nella Legge di Stabilità; come segretario regionale di Sel, invece, mi farò portavoce verso tutti i senatori e i deputati di questa battaglia di civiltà. A mio avviso, occorre rimettere in campo lo Stato sociale, l’unico che storicamente ha operato per non lasciare indietro nessuno”.

 

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