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‘Luminarie sì, luminarie no’: il consigliere Pilone contesta la mancata determina e una gara d’appalto fantasma, ma è tutto regolare. Ecco il perché

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MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

A infervorare gli animi di Palazzo San Giorgio e il clima natalizio alle porte è lo scontro nato proprio sulle luminarie. Il consigliere Francesco Pilone ha contestato la scelta dell’assessore Salvatore Colagiovanni di riaccendere le luci di Natale dopo anni di buio economico durante l’amministrazione comunale di Di Bartolomeo, proprio lui che, dice Pilone: “Ha contribuito a tenere il dito premuto sull’interruttore off per cinque anni”. 

Ieri, 2 dicembre, in occasione della conferenza stampa sul progetto di Democrazia Popolare, il consigliere Pilone ha colto di nuovo l’occasione per ribadire i punti che contesta e quegli aspetti dubbiosi: ovvero la mancata determina o delibera che regolarizza queste luminarie natalizie e una gara d’appalto ‘fantasma’: “Contesto, inoltre, la legittimità e l’opportunità delle luminarie. La legittimità perché, ad oggi, non c’è traccia di delibere o determine su questo tema, se non siamo in possesso di una sola delibera, nella quale si evince lo storno di un fondo di riserva di 3.100 euro, per il consumo dell’energia elettrica, e solo nelle premesse di legge di ‘un impegno della somma di 40mila euro più Iva per le luminarie’. L’opportunità perché non ci risultano gare in corso e non conosciamo quali sono le ditte che stanno lavorando”.

In realtà è tutto regolare, sia la legittimità che l’opportunità perché la determina c’è e la gara d’appalto è ‘fantasma’ per un motivo stabilito dalla legge.

La determina in questione è la numero 45Natale in città. Edizione 2014/2015 ed è a firma del dirigente del settore al commercio, Vincenzo De Marco. In questo documento pubblico si regolarizza la fornitura di luminarie nei punti focali della città, vale a dire Piazza Municipio, Villa dei Cannoni, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Prefettura, Viale Elena e Via Roma. Inoltre, si parla dell’impegno di spesa che sarà detratto dal bilancio 2014, il tutto ad un costo complessivo di 39.990 euro, oltre l’Iva del 22%.

Non solo, nella determina si specifica che la ditta che gestirà l’installazione, la manutenzione e lo smontaggio dell’impianto è la campobassana ditta Movida Show Srl di contrada Colle delle Api, la stessa che ricordiamo avere il primato, insieme ad un’altra toscana, del montaggio in Italia dei ‘Cinema 6 D’.

In effetti non è stata fatta una gara d’appalto ma semplicemente perché, secondo la legge 163 del 2006, art. 125, commi 9 e 11, il servizio delle luminarie natalizie rientra in quelli che sono definiti ‘lavori in economia’ per i quali il Codice Appalti permette l’amministrazione diretta o procedure di cottimo fiduciario. Parliamo di ‘servizi, forniture e lavori’ in economia che entro certi budget non hanno bisogno di gare d’appalto. Nel caso specifico da inserirsi nella polemica luminarie che vede lo scontro tra Pilone e Colagiovanni, riportiamo la parte della legge relativa alla questione di Campobasso: “Per i lavori di importo inferiore ai 40 mila euro è consentito l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento”.

‘Verba volant, scripta manent’ ed in questo caso è tutto scritto: le luci illumineranno il Natale di Campobasso dopo anni di buio.

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