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Campobasso, il dibattito politico… qualcosa non torna: dalle critiche all’azione volta al risparmio totale di Di Bartolomeo all’attacco frontale a chi prova oggi a investire

stelle piazza pepeGIUSEPPE FORMATO

Il teatrino della politica si è spostato dalla Regione Molise (sede generalmente di attacchi al vetriolo tra gli inquilini di Palazzo Moffa) al Comune di Campobasso. Bufera sulla Giunta comunale del capoluogo e sull’assessore Salvatore Colagiovanni, presi di mira in una tranquilla domenica di fine novembre da un consigliere di maggioranza, Michele Ambrosio, e da uno di minoranza, Francesco Pilone. Con tanto di risposta dell’esponente dell’Italia dei Valori, che ha anche annunciato querele nei confronti del rappresentante del Polo Civico, perché “gli attacchi si sono spostati sulla sfera personale”, come si evince dalla nota stampa di Colagiovanni.

A contribuire al dibattito politico anche il senatore Ulisse Di Giacomo, che su facebook ha puntato il dito (bello comodo sulla sua poltrona romana da ventimila euro al mese e tutti i benefit del caso) sui centomila euro del cartellone di Natale, e il consigliere regionale Nunzia Lattanzio, la quale invece ha visto nell’atmosfera natalizia un motivo per iniziare a restituire dignità alla città di Campobasso, con tutti i benefici del caso, sia per i cittadini sia per i commercianti.

La politica, comunque, è bella anche per questo: un tranquillo pomeriggio domenicale può trasformarsi in una giornata ricca di materiale e lavoro per i giornalisti, che si sfregano le mani perché hanno modo di lavorare su una polemica bella e servita.

A volte, però, la politica esagera e si scende sul personale: domenica 30 novembre 2014 è sembrato di essere in campagna elettorale. Ma cosa ha fatto infuriare Pilone e Ambrosio, il quale pur fa parte della maggioranza di centrosinistra che guida il Comune di Campobasso? Le luminarie di Natale, che da sabato 29 si stanno montando nel centro del capoluogo di regione. Non si è aspettato di vedere la città addobbata per le feste ed ecco che la polemica è impazzata.

Andando indietro nel tempo: negli ultimi anni c’erano state delle piccole rivolte popolari, perché il centro di Campobasso non era stato addobbato. Risultato? Un Natale insolito, senza quell’atmosfera che caratterizza il periodo più peculiare dell’anno. E tutti giù con le polemiche.

A volte si cavalca l’onda popolare: l’opposizione cerca l’ago nel pagliaio perché è nel suo ruolo, ma se è il fuoco amico a colpire vuol dire che l’obiettivo è quello di provare a ottenere consensi popolari (oppure visibilità agli occhi del sindaco?)

Si stila un comunicato stampa, si sciorinano cifre e numeri, si punta sull’indignazione ed ecco che si prova a far infervorare i cittadini, che in un periodo di crisi vengono orientati verso il risparmio a tutti i costi.

Fino all’anno scorso si è criticato Di Bartolomeo e la sua politica volta al risparmio, perché nelle casse “non c’erano soldi nemmeno per acquistare un gelato”, come ha ripetuto per l’intero lustro. Se tutti erano contro Di Bartolomeo, perché oggi criticare chi prova a investire sulla città? Misteri del dibattito politico, dove quello che si dice oggi non è vero domani.

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